Vai con un po’ di violenza
Come sempre, nel giorno in cui è stato assegnato lo scudetto (almeno così mi dicono: non amo particolarmente il calcio), vorrei andare contro corrente e regalarvi un piccolo spunto di riflessione sulla "follia calcistica"... proviene da una canzone di Lorenzo, ma è realtà allo stato puro!
Domenica allo stadio uno spettacolo divino vedere il sangue scorrere come il vino e le facce dei ragazzi tinte d'ignoranza perdute nella folla in una macabra danza che fan venire i brividi ma in fondo ci piace ma sai che palle vivere in pace
Appartiene alla canzone VAI CON UN PO' DI VIOLENZA, sempre dall'album Lorenzo 1992.
Ecco il link: Lorenzo 1992
25 aprile 2010: la storia è memoria, è dar voce a chi ha combattuto per noi
In occasione del 65° anniversario della Liberazione, vorrei lasciarvi una testimonianza a me molto cara... e vorrei ringraziare la mia famiglia per avermi trasmesso l'importanza di non dimenticare... MAI!
8 settembre 1943
A seguito dell'armistizio si delinea un movimento antitedesco e, di conseguenza, favorevole ai partigiani Jugoslavi ai quali molti militari italiani hanno già consegnato le armi volontariamente.
Il capitano Elia dei CC.RR. di Spalato è passato con i partigiani con molti dei suoi carabinieri.
Nello stesso giorno il tenente Mongilardi del 4° Bersaglieri, il sottotenente Leone Edmondo del 6° battaglione mitraglieri, di cui faccio parte, compiono la stessa scelta. Come il sottotenente Giordano Antonio, portandosi al seguito un nucleo di militari armati ed equipaggiati.
PERCHE' QUESTA SCELTA?
Il 25 luglio 1943, quarantacinque giorni prima, era caduto il governo fascista. Una fine grottesca e meschina, che in Italia era stata quasi ovunque salutata dalla gente come una attesa liberazione.
Molti militari italiani in quei giorni meditarono sugli avvenimenti e percepirono più chiaramente inganni e menzogne loro propinate, che giudicate con ottica ed effetti militari suonavano come "tradimento" vero e proprio, perpetrato dal governo fascista italiano attraverso lunghi anni di inutili sofferenze loro inflitte. Ecco tante motivazioni e spinte che originarono quella "scelta" fatta da noi militari italiani in Jugoslavia e all'estero, quell'8 settembre 1943, che fu per la maggior parte di noi un grande e perentorio NO ai tedeschi, scegliendo le sofferenze della prigionia da parte di altri militari italiani, piuttosto che la collaborazione con loro e col nazifascismo. Per molti di noi la nostra fu una scelta di lotta contro i tedeschi, per il riscatto dell'onore del popolo italiano, infangato soprattutto all'estero dalle vergognose guerre di aggressione fasciste, e per la libertà dei popoli.
Occorre sottolineare che la scelta delle armi contro i tedeschi per molti ufficiali e soldati rappresentò poi un ruolo determinante per la difesa della propria dignità di militari e di uomini fedeli agli ordini ricevuti (poco chiari o intempestivi) e la volontà di non sottostare alle minacce e all'imposizione a mano armata operate dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943. Così come per altri militari concorse alla scelta una certa aria di antifascismo e di amore per la libertà respirata, nonostante tutto, nelle proprie case prima della guerra.
La storia del Battaglione Garibaldi che si formò a Spalato in Dalmazia, con 350 uomini, la maggior parte Carabinieri, e un buon nucleo del 4° reggimento Bersaglieri di cui facevo parte, è una storia, un cammino che, dall'8 settembre 1943 all'11 luglio 1945, si snoda attraverso i monti, le pianure e i boschi della Dalmazia, della Bosnia Erzegovina, della Sumadia, Serbia, Srem, Slavonia e Croazia, del Sangiacato, fino ai confini del Montenegro.
E' una storia fatta di tante cruenti battaglie, di durissime marce, di stenti e di sacrifici, e di fraternità, di lotta coi partigiani e col popolo Jugoslavo, contro il comune nemico: il nazifascismo.
GIUSEPPE MEZZENZANA
Nato a San Giorgio su Legnano, Classe 1923.
Medaglia d’oro del Comune di San Giorgio su Legnano il 25 aprile 1989.
Insignito del DIPLOMA DI MEDAGLIA GARIBALDINA l’8 settembre 1947, in riconoscimento del valore militare e del grande amore di patria dimostrati combattendo, nelle Brigate d’assalto “Garibaldi”, la guerra di liberazione nazionale contro i tedeschi e contro il fascismo.
Io no
Dati i risultati delle ultime elezioni, penso che questa citazione sia davvero azzeccata!
C'è qualcuno che va alla messa e si fa anche la comunione e poi se vede un marocchino per strada vorrebbe dargliele con un bastone
Proviene dal brano IO NO, inserito per la prima volta nell'album Lorenzo 1992... passati quasi vent'anni, resta assolutamente attuale!!!
Vi lascio il link al sito ufficiale di Lorenzo, dove troverete l'album e l'intero testo della canzone: vale davvero la pena di leggerlo tutto!!! --> Lorenzo 1992
Classi-Ponte: opportunità o discriminazione?
La proposta
Mai come negli ultimi tempi l’opinione pubblica si è trovata a far proprio e a fronteggiare il problema dell’inserimento di alunni stranieri nelle scuole italiane di ogni ordine e grado. La questione, per anni sopita e lasciata nelle mani degli “addetti ai lavori”, si è rivelata essere un’urgenza concreta poco più di un anno fa, a seguito di una Mozione presentata in Parlamento dalla Lega Nord il 14 ottobre 2008 (Mozione n. 1-00033 firmata dall’On. Cota ed altri in data 16/09/2008), e successivamente approvata dalla Camera dei Deputati, “concernente iniziative in materia di accesso degli studenti stranieri alla scuola dell’obbligo” [Cit. tratta dalla Mozione].
La categoria “jova”

Concerto Assago 29 maggio 2008
Due parole per descrivere questa categoria.
Sicuramente vi sarà capitato di ascoltare qualche canzone di Lorenzo Jovanotti; forse però non vi siete mai soffermati sui testi… certo, non tutti sono degni di una disquisizione filosofica. Ma vi posso assicurare che la maggior parte (anche solo per una frase) sono lo specchio dei nostri tempi ed è impossibile non fermarsi a riflettere!
In questa sezione lascerò una serie di link affinché chi lo desideri possa leggere i testi che preferisco. Qualche volta invece scriverò un intero articolo di commento alla canzone…
Spero vi divertiate e possiate apprezzare questo grande artista!
Uno sguardo all’attualità: crocifisso e radici cristiane
In questi giorni molti miei amici sono coinvolti in discussioni più o meno animate sulla recente sentenza della Corte Europea circa la legittimità del crocifisso in classe. Poiché se ne parla da più parti, non riporterò la notizia. Mi limito ad alcuni link, nel caso qualcuno fosse a digiuno sull’argomento: LaRepubblica, Il Corriere della sera.
Ricordo ancora quando, in seconda superiore, abbiamo discusso dell’argomento durante l’ora di religione: la maggior parte della classe era, più o meno consapevolmente, contraria alla presenza del crocifisso e il professore, evidentemente incapace di motivare la sua posizione e soprattutto di prendere consapevolezza che si potesse pensarla diversamente, ha deciso che da quel giorno non ci avrebbe più rivolto la parola, neppure per un saluto in corridoio. E così ha fatto! Per fortuna, l’anno successivo ci è stato assegnato un altro insegnante (sia chiaro: non certo a causa di questo litigio!).
Quando si parla di “tolleranza”…
Dal Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti:
tolleranza [tol-le-ràn-za] s.f.
- 1 Capacità di resistere a condizioni sfavorevoli o potenzialmente dannose SIN sopportazione […]
- 2 Disposizione a comprendere e a rispettare idee e comportamenti diversi dai propri: t. culturale, religiosa; atteggiamento comprensivo SIN indulgenza […]
- 3 Lo scarto ammesso rispetto a un valore stabilito SIN margine […]
Ho deciso di iniziare questo pezzo così, ex abrupto, senza troppi giri di parole. L’ho fatto perché il termine “tolleranza” davvero non lo sopporto! Mi irrita, mi urta profondamente. Eppure lo incontriamo molto spesso, soprattutto quando si parla degli altri, i diversi. Del resto, in una società come la nostra, così varia, così composita, così complessa, la “tolleranza” diventa fondamentale, quantomeno per garantire il quieto vivere…
Ma perché gli altri devono essere “tollerati”? Non sarebbe forse meglio rispettarli? O addirittura imparare che in questo mondo la diversità non è un problema da superare, ma un dato di fatto imprescindibile? Accetteremmo noi di essere “tollerati”?
Proviamo a rileggere i primi due punti della definizione: saremmo felici che la nostra diversità (sì, perché siamo NOI i DIVERSI agli occhi degli altri!) fosse considerata una «condizione sfavorevole o potenzialmente dannosa»? Gradiremmo di essere trattati con un «atteggiamento comprensivo», con «indulgenza»?
E non nascondiamoci dietro scuse del tipo: “Non stiamo a guardare il significato letterale, non pesiamo le parole”! Ogni parola ha una sua storia e un suo significato e l’uso che se ne fa spesso dice molto di più sulle nostre intenzioni di quello che vorremmo rivelare.
“Non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.”
Prima di tutto le presentazioni
Chi:
Io naturalmente!
Cercherò di spiegarmi meglio: ragazza, ¼ di vita trascorsa e tanto ancora da vivere, aspirante linguista, molti interessi e poche vere passioni. Non amo parlare di me, penso sempre che non importi a nessuno… dunque, lascerò parlare i miei scritti.
Cosa:
Pensieri, riflessioni, studi, commenti, suggerimenti… e tutto ciò che potrà passarmi per la mente! Anche gli argomenti saranno tra i più disparati: in alcuni sarò più ferrata, in altri mostrerò le mie lacune. Spero che i lettori (se mai ce ne saranno) non me ne vogliano, ed anzi incrementino le mie conoscenze.
Dove:
Un sito, o meglio un “sito-blog”… perché non un semplice blog: beh, colpa degli ingegneri!
Quando:
Spero frequentemente, o per lo meno con una certa costanza. Ma non assicuro niente…
Come:
Con sincerità, attraverso le parole; senza proibizioni, ma sempre nel rispetto degli altri.
Perché:
Per fissare le idée, per riflettere sul mondo, per condividere i pensieri. Nessuna pretesa di esaustività, nessuna presunzione di avere le risposte giuste; semplicemente il desiderio di scrivere e raccontare; e, naturalmente, di lasciare una traccia…