sixsia Un altro mondo è possibile…

22nov/092

Uno sguardo all’attualità: crocifisso e radici cristiane

In questi giorni molti miei amici sono coinvolti in discussioni più o meno animate sulla recente sentenza della Corte Europea circa la legittimità del crocifisso in classe. Poiché se ne parla da più parti, non riporterò la notizia. Mi limito ad alcuni link, nel caso qualcuno fosse a digiuno sull’argomento: LaRepubblica, Il Corriere della sera.

Ricordo ancora quando, in seconda superiore, abbiamo discusso dell’argomento durante l’ora di religione: la maggior parte della classe era, più o meno consapevolmente, contraria alla presenza del crocifisso e il professore, evidentemente incapace di motivare la sua posizione e soprattutto di prendere consapevolezza che si potesse pensarla diversamente, ha deciso che da quel giorno non ci avrebbe più rivolto la parola, neppure per un saluto in corridoio. E così ha fatto! Per fortuna, l’anno successivo ci è stato assegnato un altro insegnante (sia chiaro: non certo a causa di questo litigio!).

22nov/091

Quando si parla di “tolleranza”…

Dal Dizionario della Lingua Italiana Sabatini Coletti:

tolleranza [tol-le-ràn-za] s.f.

  • 1 Capacità di resistere a condizioni sfavorevoli o potenzialmente dannose SIN sopportazione […]
  • 2 Disposizione a comprendere e a rispettare idee e comportamenti diversi dai propri: t. culturale, religiosa; atteggiamento comprensivo SIN indulgenza […]
  • 3 Lo scarto ammesso rispetto a un valore stabilito SIN margine […]

Ho deciso di iniziare questo pezzo così, ex abrupto, senza troppi giri di parole. L’ho fatto perché il termine “tolleranza” davvero non lo sopporto! Mi irrita, mi urta profondamente. Eppure lo incontriamo molto spesso, soprattutto quando si parla degli altri, i diversi. Del resto, in una società come la nostra, così varia, così composita, così complessa, la “tolleranza” diventa fondamentale, quantomeno per garantire il quieto vivere…

Ma perché gli altri devono essere “tollerati”? Non sarebbe forse meglio rispettarli? O addirittura imparare che in questo mondo la diversità non è un problema da superare, ma un dato di fatto imprescindibile? Accetteremmo noi di essere “tollerati”?

Proviamo a rileggere i primi due punti della definizione: saremmo felici che la nostra diversità (sì, perché siamo NOI i DIVERSI agli occhi degli altri!) fosse considerata una «condizione sfavorevole o potenzialmente dannosa»? Gradiremmo di essere trattati con un «atteggiamento comprensivo», con «indulgenza»?

E non nascondiamoci dietro scuse del tipo: “Non stiamo a guardare il significato letterale, non pesiamo le parole”! Ogni parola ha una sua storia e un suo significato e l’uso che se ne fa spesso dice molto di più sulle nostre intenzioni di quello che vorremmo rivelare.

“Non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.”

22nov/090

Prima di tutto le presentazioni

Chi:

Io naturalmente!

Cercherò di spiegarmi meglio: ragazza, ¼ di vita trascorsa e tanto ancora da vivere, aspirante linguista, molti interessi e poche vere passioni. Non amo parlare di me, penso sempre che non importi a nessuno… dunque, lascerò parlare i miei scritti.

Cosa:

Pensieri, riflessioni, studi, commenti, suggerimenti… e tutto ciò che potrà passarmi per la mente! Anche gli argomenti saranno tra i più disparati: in alcuni sarò più ferrata, in altri mostrerò le mie lacune. Spero che i lettori (se mai ce ne saranno) non me ne vogliano, ed anzi incrementino le mie conoscenze.

Dove:

Un sito, o meglio un “sito-blog”… perché non un semplice blog? beh, colpa degli ingegneri!

Quando:

Spero frequentemente, o per lo meno con una certa costanza. Ma non assicuro niente…

Come:

Con sincerità, attraverso le parole; senza proibizioni, ma sempre nel rispetto degli altri.

Perché:

Per fissare le idée, per riflettere sul mondo, per condividere i pensieri. Nessuna pretesa di esaustività, nessuna presunzione di avere le risposte giuste; semplicemente il desiderio di scrivere e raccontare; e, naturalmente, di lasciare una traccia…