sixsia Un altro mondo è possibile…

17mar/110

Buon Compleanno Italia!

150° Unità d'Italia

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25dic/100

Natale 2.0

Quest'anno gli auguri ve li faccio così:

BUON NATALE!!!

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25apr/101

25 aprile 2010: la storia è memoria, è dar voce a chi ha combattuto per noi

In occasione del 65° anniversario della Liberazione, vorrei lasciarvi una testimonianza a me molto cara... e vorrei ringraziare la mia famiglia per avermi trasmesso l'importanza di non dimenticare... MAI!

8 settembre 1943

A seguito dell'armistizio si delinea un movimento antitedesco e, di conseguenza, favorevole ai partigiani Jugoslavi ai quali molti militari italiani hanno già consegnato le armi volontariamente.

Il capitano Elia dei CC.RR. di Spalato è passato con i partigiani con molti dei suoi carabinieri.

Nello stesso giorno il tenente Mongilardi del 4° Bersaglieri, il sottotenente Leone Edmondo del 6° battaglione mitraglieri, di cui faccio parte, compiono la stessa scelta. Come il sottotenente Giordano Antonio, portandosi al seguito un nucleo di militari armati ed equipaggiati.

PERCHE' QUESTA SCELTA?

Il 25 luglio 1943, quarantacinque giorni prima, era caduto il governo fascista. Una fine grottesca e meschina, che in Italia era stata quasi ovunque salutata dalla gente come una attesa liberazione.

Molti militari italiani in quei giorni meditarono sugli avvenimenti e percepirono più chiaramente inganni e menzogne loro propinate, che giudicate con ottica ed effetti militari suonavano come "tradimento" vero e proprio, perpetrato dal governo fascista italiano attraverso lunghi anni di inutili sofferenze loro inflitte. Ecco tante motivazioni e spinte che originarono quella "scelta" fatta da noi militari italiani in Jugoslavia e all'estero, quell'8 settembre 1943, che fu per la maggior parte di noi un grande e perentorio NO ai tedeschi, scegliendo le sofferenze della prigionia da parte di altri militari italiani, piuttosto che la collaborazione con loro e col nazifascismo. Per molti di noi la nostra fu una scelta di lotta contro i tedeschi, per il riscatto dell'onore del popolo italiano, infangato soprattutto all'estero dalle vergognose guerre di aggressione fasciste, e per la libertà dei popoli.

Occorre sottolineare che la scelta delle armi contro i tedeschi per molti ufficiali e soldati rappresentò poi un ruolo determinante per  la difesa della propria dignità di militari e di uomini fedeli agli ordini ricevuti (poco chiari o intempestivi) e la volontà di non sottostare alle minacce e all'imposizione a mano armata operate dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943. Così come per altri militari concorse alla scelta una certa aria di antifascismo e di amore per la libertà respirata, nonostante tutto, nelle proprie case prima della guerra.

La storia del Battaglione Garibaldi che si formò a Spalato in Dalmazia, con 350 uomini, la maggior parte Carabinieri, e un buon nucleo del 4° reggimento Bersaglieri di cui facevo parte, è  una storia, un cammino che, dall'8 settembre 1943 all'11 luglio 1945, si snoda attraverso i monti, le pianure e i boschi della Dalmazia, della Bosnia Erzegovina, della Sumadia, Serbia, Srem, Slavonia e Croazia, del Sangiacato, fino ai confini del Montenegro.

E' una storia fatta di tante cruenti battaglie, di durissime marce, di stenti e di sacrifici, e di fraternità, di lotta coi partigiani e col popolo Jugoslavo, contro il comune nemico: il nazifascismo.

GIUSEPPE MEZZENZANA

Nato a San Giorgio su Legnano, Classe 1923.

Medaglia d’oro del Comune di San Giorgio su Legnano il 25 aprile 1989.

Insignito del DIPLOMA DI MEDAGLIA GARIBALDINA l’8 settembre 1947, in riconoscimento del valore militare e del grande amore di patria dimostrati combattendo,  nelle Brigate d’assalto “Garibaldi”, la guerra di liberazione nazionale contro i tedeschi e contro il fascismo.

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5apr/104

Classi-Ponte: opportunità o discriminazione?

La proposta

Mai come negli ultimi tempi l’opinione pubblica si è trovata a far proprio e a fronteggiare il problema dell’inserimento di alunni stranieri nelle scuole italiane di ogni ordine e grado. La questione, per anni sopita e lasciata nelle mani degli “addetti ai lavori”, si è rivelata essere un’urgenza concreta poco più di un anno fa, a seguito di una Mozione presentata in Parlamento dalla Lega Nord il 14 ottobre 2008 (Mozione n. 1-00033 firmata dall’On. Cota ed altri in data 16/09/2008), e successivamente approvata dalla Camera dei Deputati, “concernente iniziative in materia di accesso degli studenti stranieri alla scuola dell’obbligo” [Cit. tratta dalla Mozione].

22nov/092

Uno sguardo all’attualità: crocifisso e radici cristiane

In questi giorni molti miei amici sono coinvolti in discussioni più o meno animate sulla recente sentenza della Corte Europea circa la legittimità del crocifisso in classe. Poiché se ne parla da più parti, non riporterò la notizia. Mi limito ad alcuni link, nel caso qualcuno fosse a digiuno sull’argomento: LaRepubblica, Il Corriere della sera.

Ricordo ancora quando, in seconda superiore, abbiamo discusso dell’argomento durante l’ora di religione: la maggior parte della classe era, più o meno consapevolmente, contraria alla presenza del crocifisso e il professore, evidentemente incapace di motivare la sua posizione e soprattutto di prendere consapevolezza che si potesse pensarla diversamente, ha deciso che da quel giorno non ci avrebbe più rivolto la parola, neppure per un saluto in corridoio. E così ha fatto! Per fortuna, l’anno successivo ci è stato assegnato un altro insegnante (sia chiaro: non certo a causa di questo litigio!).